LE RICCHEZZE DI SANT’ANGELO IN VADO

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2 cose imperdibili nel suggestivo borgo di Sant’Angelo in Vado: la DOMUS DEL MITO e la CASCATA DEL SASSO.

Dopo numerosi anni di scavi, nell’area di Campo della Pieve sono stati riportati alla luce splendidi resti dell’antica città romana di Tifernum Mataurense.

É stata restituita all’ammirazione dei visitatori un’intera Domus gentilizia eretta verso la fine del I Secolo d.C. di circa mille metri quadrati.
Una delle più straordinarie peculiarità di questo luogo è la presenza di numerosi mosaici la cui iconografia prevalente si rifa a figure della mitologia classica.

Da questo deriva infatti la denominazione di “Domus del Mito”.
Si tratta di pavimenti molto ben conservati e di ottima qualità che testimoniano come nel luogo si trovassero abilissime manovalanze ed anche una committenza colta e raffinata.

Sinteticamente, ma non esaustivamente, sono da citare “il trionfo di Nettuno” in compagnia della sposa Anfitrite, un busto di Dioniso con la corona di foglie di vite, un emblema esagonale centrale nel quale è visibile la testa della Medusa con i serpenti, scene di animali marini e di caccia, oltre a numerose altre figure geometriche.
Sicuramente un numero di mosaici di incredibile bellezza tutti da ammirare.

Appena fuori dal paese invece, una delizia paesaggistica è offerta dalla Cascata del Sasso, detta anche Balza del Metauro, a circa 1,5 Km dal paese nei pressi della zona industriale.

Un bello scorcio paesaggistico immerso nel verde, dove è possibile osservare la cascata sia dalla parte superiore, dove è stato costruito un belvedere, sia dalla parte inferiore, più suggestiva e spettacolare.

É la cascata più grande del fiume Metauro, alta 12 metri sul ciglio e larga 60 m, e da alcuni ritenuta una delle dieci più belle d’Italia.
La Cascata del Sasso è originata dalla presenza di una bancata di strati calcarei (Bisciaro) disposti a “reggipoggio” e quindi più resistenti all’erosione fluviale.

Merita una passeggiata la risalita verso monte dal belvedere lungo le rocce affioranti e la vegetazione igrofila della sponda sinistra.
La visione dal basso della cascata invece si può godere accedendo al fiume attraverso un passaggio situato in corrispondenza di una casa ristrutturata, il Mulino del Sasso, che conserva poche tracce delle strutture funzionali del mulino originario.

E se vi trovate a fare visita al posto in questo periodo non dimenticate che durante questo mese si tengono diverse manifestazioni in concomitanza della 55° mostra del tartufo bianco di sant’Angelo in Vado. Conoscete forse un modo migliore per concludere una visita?