SAN GEROLAMO E UN DEVOTO

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di Piero della Francesca (Venezia, Galleria dell’Accademia)


L'opera

L’opera, conservata al Museo dell’Accademia di Venezia, è dipinta, a tempera e resina, su tavola.
E’ firmata, in basso a sinistra, sul ceppo che regge il crocefisso PETRI DE BURGO SANTI SEPULCRI OPUS, ovvero ‘opera di Piero di Borgo San Sepolcro’.
Il dipinto mostra, in primo piano San Gerolamo seduto che legge un testo sacro e a destra, il Devoto inginocchiato che è identificato col veneto Girolamo Amadi, ipotetico committente dell’opera. Il paesaggio è collinare con un borgo fortificato in primo piano. Si tratta di un modello di cittadella fortificata, verosimilmente Sansepolcro, città natale di Piero che il pittore spesso introduce nei suoi fondali

Storia e origine

Studi recenti documentano che il devoto non sarebbe Amadi bensi Ottaviano Ubaldini della Carda. L’immagine dell’Ubaldini, amico fraterno di Federico da Montefeltro, si scopre identica in altre due opere del Pittore di Sansepolcro: La Flagellazione (Urbino) e, la Madonna della Misericordia (Sansepolcro).

Il confronto tra ieri e oggi

Monte Ceti (o Le Ceti) è il primo rilievo a sinistra rappresentato dietro San Gerolamo. Il profilo è troncato attualmente dal fronte di cava. Montebello chiude la cerchia dei colli, sulla destra.
Monte Fotogno appare alle spalle del Devoto sulla destra. Alle spalle della scena con San Gerolamo e un Devoto, appare un diverso sipario della Valmarecchia. Si tratta del settore più vallivo che da monte Ceti fino a Montebello sfuma verso il mare Adriatico. Curiosità Mentre il fondale di Battista sale verso l’Altamarecchia e la Toscana, quello di San Gerolamo, scende, sfumando fino all’Adriatico. Si può ben dire che assemblando i due fondali si ottiene l’intera Valmarecchia.